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Bitti alla Presidente Todde: urgente aprire un confronto sul Nuorese
- Venerdì, 20 Dicembre 2024 11:25
In una lettera inviata lo scorso 12 dicembre, il presidente Giovanni Bitti ha chiesto alla presidente della Regione Alessandra Todde di aprire con urgenza un confronto sul Nuorese «per capire in che modo e con quali strumenti la Regione intenda affrontare le principali questioni che riguardano lo sviluppo della Sardegna centrale, a partire da infrastrutture, digital divide, isolamento e scarsa competitività del contesto produttivo», spiega il presidente Bitti. «La recente inchiesta del Sole 24 ore sulla qualità della vita conferma quanto abbiamo evidenziato nella lettera alla presidente Todde. È sotto gli occhi di tutti il lento declino che stanno vivendo la Sardegna centrale e le aree interne, con la provincia di Nuoro che in base all’indagine retrocede di venti posizioni rispetto al 2023 e si piazza tra le venti province meno attrattive d’Italia confermando una fragilità che si aggrava. Leggi QUI la nota stampa integrale.
«L’analisi del Sole 24 ore sembra quasi passare in secondo piano perché non dice niente di nuovo, con indicatori che continuano a collocarci agli ultimi posti a livello regionale e nazionale su vari fronti. Per queste ragioni, abbiamo fatto appello alla Presidente Todde affinché affronti in prima persona e al più presto il tema dello sviluppo di questo territorio. Da parte della Presidente c’è stata la massima disponibilità a un incontro che sarà convocato nelle prime settimane di gennaio. Dovrà essere questo uno spazio di confronto, che auspichiamo possa diventare permanente, utile a capire che idea di sviluppo c’è per questo territorio, definire gli interventi strutturali necessari per iniziare a ridurre i divari e anche a capire quali progettualità sono in essere e quali risorse sono state impegnate per sostenere il tessuto produttivo e imprenditoriale».
«Bisogna ripartire dalle imprese e dal contesto in cui operano. Soltanto creando opportunità di lavoro qualificato, infrastrutture e servizi si inizia a combattere lo spopolamento e si convincono i giovani a restare. Poi, siamo sempre più convinti che il primo passo sia introdurre una fiscalità di vantaggio che, insieme agli altri interventi, riteniamo necessaria quale forma di compensazione delle forti disparità strutturali che, soprattutto nelle aree interne, aggravano una già pesante condizione di insularità. Inoltre, come si sta facendo in altre regioni del Sud, servono bandi territorializzati per far ripartire gli investimenti delle piccole aziende e dei giovani».
«Tale graduale processo di involuzione si riflette ormai da tempo sulla situazione in cui versa Nuoro che negli anni ha perso la sua centralità di città capoluogo anche perché priva da tempo di investimenti infrastrutturali strategici e che ha necessità di una scossa per ripartire – sottolinea Bitti -. Emblematica per esempio la situazione delle porte di accesso alla città, che ne dovrebbero rappresentare il biglietto da visita e invece sono assolutamente inadeguate per un capoluogo di provincia, con strade alternative impercorribili a causa della galleria di Mughina chiusa da tre anni, con l’area produttiva di Pratosardo ancora senza un ingresso diretto alla SS131, i cantieri infiniti sulla Nuoro-Olbia e la SS129 Macomer-Nuoro, arteria fondamentale molto trafficata anche da mezzi pesanti e altrettanto pericolosa essendo a una sola corsia per senso di marcia».
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