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ATLANTE DONNA Donna e impresa, un'alleanza vincente con numeri in crescita
- Martedì, 25 Novembre 2025 12:13
Grande partecipazione al cvegno "Tessere il futuro. Donne e imprese ambasciatrici del territorio" che si è tenuto lunedì pomeriggio 24 novembre a Nuoro nella sala convegni della Camera di commercio alla presenza della presidente della Regione Alessandra Todde. Al centro dell'iniziativa le potenzialità e le tante sfide di settori importanti dell’economia dove è più forte la presenza femminile. Dall'artigianato all'agroalimentare, dal settore dell'ospitalità ai servizi alla persona, l'evento è stato un'importante occasione di confronto sulla forza e la resilienza dell'imprenditoria femminile nelle province di Nuoro e Ogliastra, e ha visto un'ampia partecipazione di istituzioni, imprenditrici e operatori economici del territorio. «Siamo di fronte a tante piccole realtà, molto variegate e dinamiche, che operano in settori importanti della nostra economia e che nonostante le enormi potenzialità e il valore aggiunto, fanno molta fatica a emergere, anche perché spesso devono affrontare mercati di nicchia molto particolari. In un territorio come il nostro, è evidente che le difficoltà ci sono, e che servono azioni di affiancamento, formazione, supporto e sostegno a 360° per valorizzare questo enorme potenziale» sottolinea il presidente della Confindustria Sardegna Centrale Pierpaolo Milia intervenuto nei saluti iniziali.
L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto "Atlante donna. Le imprese che fanno territorio" realizzato da Confindustria Sardegna Centrale e un partenariato di imprese della province di Nuoro e Ogliastra con il co-finanziamento della CCIAA di Nuoro.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di promozione e valorizzazione della cultura imprenditoriale del territorio, attraverso le testimonianze di sei donne imprenditrici che hanno raccontano la loro esperienza e la loro attività d’impresa, orientata a unire tradizione e innovazione, perché tutte le testimonianze hanno mostrato una grande capacità di presentare in modo nuovo, creativo e originale produzioni tipiche e caratteristiche dell’economia e dei saperi del territorio.
LA PRESENTAZIONE DEL REPORT "Le imprese femminili delle province di Nuoro e Ogliastra"
Nel corso del convegno è stato presentato lo studio sulle imprese femminili nelle province di Nuoro e Ogliastra con l'elaborazione di dati e tendenze strutturali per territorio, settore e tipologia di impresa con una anticipazione dei dati aggiornati a settembre 2025.

A Nuoro le imprese femminili crescono tra il 2021 e il 2023, raggiungendo un picco nel 2023, per poi subire una lieve flessione nel 2024 e stabilizzarsi nel 2025 su valori comunque superiori al 2021.
In Ogliastra l’evoluzione è più lineare: dopo una forte crescita tra 2021 e 2022, il numero delle imprese rimane stabile nel 2023 e riprende a salire nel 2024 e 2025, mostrando un trend complessivamente positivo e continuo.
Scarica QUI il report "Le imprese femminili nelle province di Nuoro e Ogliastra"
LE TESTIMONIANZE
1) Un'emittente televisiva voce del territorio

Tele Sardegna rappresenta un’emittente televisiva fondata a Nuoro oltre trent’anni fa e fortemente orientata ad azioni di promozione del territorio e della sua cultura. Nonostante i recenti investimenti, che ne hanno fatto una televisione a diffusione regionale, il cuore dell’attività di Tele Sardegna resta a Nuoro ed è forte il suo orientamento nel dare visibilità e attenzione al territorio della Sardegna centrale e della circoscrizione camerale di Nuoro. L'emittente, nata a Nuoro nel 1989 con nove dipendenti, è cresciuta fino a raggiungere quasi 40 collaboratori, di recente ha aperto una sede operativa a Cagliari, diventando fornitore di contenuti per Sky e collaborando con Rai Way. Tele Sardegna porta avanti progetti anche a livello internazionale come uno recente sull'Einstein Telescope, progetto di rilevanza scientifica internazionale con sede a Lula, nelle miniere dismesse di Sos Enattos. Nonostante la forte espansione sia legata all’allargamento delle attività di informazione e promozione verso Cagliari e il sud Sardegna, l’emittente intende mantenere la sede legale a Nuoro per un forte legame affettivo con il territorio, nella convinzione che sia importante continuare a investire e "seminare" nella propria terra d'origine.
2) L’arte dolciaria e la tutela delle produzioni autoctone
Anna Gardu, rappresentante della quarta generazione di una famiglia di pasticceri, racconta come l'attività sia nata da un uomo di origini nuoresi e genovesi che trasmise la sua maestria alle donne di famiglia, trasformandola in una realtà completamente femminile. Nel 2010 ha lasciato il suo lavoro da dipendente a Cagliari per rilevare il laboratorio artigianale a Oliena, dove produce dolci tradizionali in pasta di mandorla veri oggetti d’arte perché creati con una maestria che rinvia all’arte ceramica e alla produzione di gioielli. Le sue creazioni sono state esposte in mostre in Italia e all'estero. Gardu ha messo in evidenza la necessità di creare un percorso per la tutela della mandorla autoctona sarda. Al fine di salvaguardare e tutelare le produzioni di dolci del territorio occorre lavorare, anche con iniziative e proposte legislative regionali, per ottenere una certificazione che garantisca l'autenticità dei dolci sardi, al fine di tutelare il mercato da una materia prima che attualmente arriva prevalentemente dall'estero. Il suo progetto di investimento riguarda la valorizzazione del primo laboratorio originario e la prospettiva di avviare a Nuoro una cooperativa per la raccolta delle mandorle, un consorzio di pasticceri, una scuola di pasticceria. Il cuore del progetto è la creazione di un museo del dolce sardo – inesistente in Sardegna – per tutelare il patrimonio dolciario dell'isola, dove ogni paese ha dolci legati alla propria storia e cultura territoriale.
3) L’arte tessile, da Sarule alle gallerie d’arte di tutto il mondo

Graziella Carta di Fonni racconta un percorso imprenditoriale iniziato nel mondo della ristorazione con le difficoltà che una donna incontra per conciliare lavoro e cura dei figli e il supporto fondamentale della rete familiare. Attualmente gestisce un'attività commerciale all'ingrosso poi evolutasi nel dettaglio, che dà lavoro a 30 famiglie. Sei anni fa, spinta da responsabilità sociale più che da obiettivi di profitto, ha investito i risparmi per fondare Studio Pratha (dal sardo "piazza", luogo di incontro e scambio) con l'obiettivo di salvaguardare dalla scomparsa la raffinata tecnica di tessitura tradizionale di Sarule, custodita da poche maestre tessitrici anziane. Ha convinto queste donne, inizialmente riluttanti per l'età, a collaborare con un gruppo di designer per traghettare l'arte tessile verso il contemporaneo, abbandonando la serialità per pezzi unici con design moderno ispirati a Bauhaus, futurismo e Boetti, pur mantenendo il rigore esecutivo tradizionale. Il progetto, interamente femminile ed esempio di invecchiamento attivo, ha portato gli arazzi in prestigiose gallerie e musei internazionali (Man di Nuoro, Design Week Milano, ambasciate italiane, Bruxelles, Cina, Fondazione Dino Zoli) ed è stato l'unica realtà sarda selezionata per due festival europei del Bauhaus, candidandosi ora all'IGP europea.
4) Sughero di montagna, futuro di famiglia: la scelta di restare nei territori

Martina Moro, rappresentante della Suber Extra di Ovodda, ha raccontato l’esperienza di un'azienda familiare nata nei primi anni 2000 che porta avanti una tradizione ultracentenaria nell'estrazione e lavorazione del sughero, tramandata dal 1900 di padre in figlio. L'azienda, che segue l'intera filiera produttiva dai boschi sardi fino al prodotto finito, è cresciuta da 5 a 32 dipendenti fissi (60 in estate), lavorando circa 20mila quintali di sughero raccolto esclusivamente in Sardegna. Moro, laureata in giurisprudenza, sottolinea come nella sua famiglia le donne siano sempre state protagoniste dell'impresa, a partire dalle sorelle del nonno fino alla madre fondatrice, e come il settore sughericolo, tradizionalmente maschile, richieda di dimostrare quotidianamente che professionalità e competenza non hanno genere. Evidenzia le difficoltà di fare impresa in una piccola realtà come Ovodda (viabilità, connessione, costi di export) ma esprime fiducia nel futuro, convinta che le imprese familiari siano un ponte tra tradizione e innovazione e che le donne, con la loro visione pragmatica e creativa, possano essere il motore dell'evoluzione del settore verso sostenibilità e valorizzazione del territorio.
5) Dalla terra alla tavola, ristorazione a km O e filiera biologica

L'imprenditrice Nella Fantozzi lavora da oltre 40 anni con il marito nel settore della ristorazione scolastica e aziendale attraverso due aziende di famiglia supportate dai figli. La prima fondata ad Arbatax nel 1984 come ristorante e attiva dal 1994 nelle mense scolastiche e aziendali, ha prodotto negli ultimi dieci anni circa 1.500.000 pasti per scuole e aziende tra cui la Saipem. I menù includono piatti tradizionali sardi (culurgionis, malloreddus, pardulas) per tramandare il patrimonio culinario locale alle nuove generazioni. Nel 2009 hanno realizzato a Tortolì un centro di produzione pasti innovativo e sostenibile, sostituito dopo tre anni con uno di maggiore capacità. Nel 2013 hanno investito nell'acquisto di terreni agricoli a Bari Sardo, creando una seconda società dedicata alla produzione ortofrutticola biologica certificata dal 2017, che fornisce l'85% dei prodotti orticoli utilizzati nei pasti. L'azienda agricola produce a rotazione stagionale ortaggi, legumi e frutta (particolarmente apprezzate le fragole dai bambini) ed è iscritta dal 2022 nella rete di lavoro agricolo di qualità. Dal 2025 organizzano progetti di educazione alimentare nelle scuole con una biologa nutrizionista per sensibilizzare i bambini sull'importanza di un'alimentazione sana e variata, basata sui prodotti del territorio.
6) Cooperative sociali: imprese di prossimità che trasformano la cura in sviluppo

Sara Sedda descrive la realtà delle cooperative sociali come un "motore a doppio cilindro" orientato simultaneamente alla responsabilità sociale e alla sostenibilità economica, che intervengono dove mercato e Stato faticano ad arrivare. Le cooperative di Tipo A offrono servizi (assistenza anziani, disabili, educazione minori), mentre quelle di Tipo B si occupano di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, trasformando un "costo sociale" in una risorsa e creando occupazione per disoccupati di lungo periodo, anziani e giovani in cerca di prima occupazione. Sono imprese di prossimità che conoscono i territori e costruiscono welfare di comunità accompagnando tutte le fasi della vita: dai nidi all'assistenza domiciliare agli anziani, permettendo ai caregiver di conciliare vita privata e lavoro. Il personale è prevalentemente residente nei territori serviti, le risorse economiche vengono reinvestite localmente e i fornitori sono quelli del paese, creando un circuito virtuoso. Il settore è a netta prevalenza femminile per le competenze di empatia, cura, gestione del welfare, flessibilità e capacità organizzative, con forte qualificazione tecnico-professionale e manageriale. Nonostante il valore economico e sociale, le cooperative faticano ancora a essere considerate partner dalle istituzioni, che mantengono un rapporto utilitaristico committente-fornitore, mentre sarebbe necessario passare a strumenti di co-programmazione e co-progettazione per un modello di amministrazione condivisa basato sulla sussidiarietà orizzontale.
Oltre alle sei testimonianze delle donne imprenditrici presenti in sala, sono stati presentati anche due delle quindici video interviste realizzate nel corso del progetto: l’intervista a Stefania Tangianu, titolare di un’azienda olivicola con sede a Lotzorai, specializzata nella produzione di olio EVO, realtà agricola che unisce la raccolta delle olive, la produzione di olio evo, la lavorazione in frantoio anche in conto terzi e una attività di tipo turistico ed esperienziale legata alla promozione dell’olio evo del territorio con degustazioni e visite guidate in azienda.
La seconda intervista andata in onda nel corso del convegno è quella di Francesca Sanna, del gruppo turistico e ricettivo che raccoglie diverse realtà alberghiere tra Budoni e la costa orientale della Sardegna. La sua testimonianza ha mostrato l’importanza della gestione delle risorse umane e di buona organizzazione aziendale in azienda, soprattutto per le aziende dell’ospitalità ad alto livello di stress.
LA VOCE DELLE ISTITUZIONI

Il presidente della Confindustria Sardegna Centrale Pierpaolo Milia nel suo intervento ha fatto una sintesi sul progetto “Atlante donna. Le imprese che fanno territorio” il cui obiettivo è stato quello di dare voce alle donne imprenditrici per raccontare il territorio e le sue eccellenze produttive, valorizzando l'esperienza e la visione di chi contribuisce quotidianamente allo sviluppo economico e sociale.
Milia si sofferma sull’importanza di riconoscere il ruolo delle donne che fanno impresa, innovano e guidano aziende, sottolineando che la loro forza risiede non solo nei risultati, ma nella capacità di affrontare percorsi più complessi dei colleghi uomini, combattendo stereotipi e difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia. La vera sfida – conclude Milia – non è riservare posti alle donne ma eliminare concretamente le barriere che limitano la loro piena partecipazione. Incontri e progetti come questo sono fondamentali per costruire una nuova cultura dell'imprenditoria più equa, inclusiva e consapevole, generando impatto positivo per il territorio e le future generazioni.
Il presidente della CCIAA di Nuoro Agostino Cicalò ha evidenziato come l'incremento dell'imprenditoria femminile non sia soltanto una questione di equità di genere, ma una necessità economica per la prospettiva futura del territorio. Solo un quarto delle imprese del territorio infatti sono femminili o dirette da donne. A partire da un’analisi dei dati Cicalò evidenzia come le donne – sebbene rappresentino più della metà della popolazione - non sono proporzionalmente presenti nel mondo imprenditoriale. Un dato che indica uno spazio significativo di crescita ancora da colmare. Cicalò sottolinea poi come "drammatico" l'andamento demografico del territorio. Nei prossimi vent'anni, con il previsto decremento della popolazione, le tante donne ancora lontane dal mondo del lavoro rappresentano un potenziale di crescita enorme che deve essere trasformato in presenza attiva. Da qui una doppia necessità, da una parte è fondamentale il ruolo delle istituzioni, a partire dalla Camera di commercio, per valorizzare il ruolo delle donne nel mondo del lavoro per un principio di equità, dall’altra la necessità di cogliere un'opportunità economica concreta per il territorio.
La presidente regionale di AIDDA Delegazione Sardegna Lucina Cellino ha sottolineato che le donne non chiedono spazio, se lo creano. La loro forza deriva dalla capacità naturale di creare rete e dall'esperienza nell'amministrare "l'azienda più difficile": la famiglia. Il supporto tra donne è fondamentale e dovrebbe avvenire naturalmente, senza necessità di intermediari.

La presidente dell’ANCI Sardegna Daniela Falconi è partita dalla proposta di ribaltare la narrazione rivolgendosi in particolare ai giovani e sfidando l'idea che il successo sia "altrove" e che chi resta si accontenti. Al contrario, chi rimane e costruisce imprese nel territorio e dimostra una forza straordinaria, perché il territorio ha tante potenzialità, risorse e cultura da salvaguardare e valorizzare come dimostrano le testimonianze delle imprenditrici. Per la presidente dell’ANCI le aree interne devono essere pensate come una risorsa. Non sono "territori fragili" ma territori forti con persone fortissime. Le donne imprenditrici sanno unire tradizione e innovazione, identità locale e mercato globale. Per trasformare il potenziale in crescita servono tre elementi fondamentali – sottolinea Falconi -. Servono servizi essenziali (scuola, sanità, mobilità), connessioni fisiche e digitali affidabili, e politiche che riconoscano le specificità del fare impresa in montagna rispetto alla città. Il ruolo delle istituzioni in questo senso è fondamentale. Le amministrazioni devono semplificare la burocrazia, accelerare i processi e accompagnare le imprese invece di creare ostacoli. Lo sviluppo nasce dai territori, non dai palazzi. Occorre cambiare il paradigma da "vado via perché qui non c'è nulla" a "resto perché c'è tantissimo da fare".
La presidente della Regione Alessandra Todde da un’analisi sui numeri illustrati nella presentazione del report statistico sulle imprese femminili nelle province di Nuoro e Ogliastra integrando con alcune considerazioni sulle necessità reali delle imprese, essendo lei stessa proveniente dal mondo imprenditoriale. Il report ha mostrato come l'area est della Sardegna (Gallura, Olbia) stia crescendo più velocemente grazie a un'economia trainante, dinamiche economiche positive che hanno consentito una inversione del trend demografico. Il territorio della Sardegna nord orientale registra anche una forte crescita nel settore dei servizi, specialmente quelli scientifici e tecnologici. Anche il settore primario mostra segnali di innovazione, particolarmente nelle imprese femminili che dimostrano maggiore capacità di cambiamento.
Todde evidenzia come fare impresa, soprattutto per una donna, richieda innanzitutto coraggio per affrontare il primo grande ostacolo: quello culturale. Todde evidenza l’importanza di progetti trasformazionali come l'Einstein Telescope possono portare innovazione e apertura in una cultura ancora profondamente conservatrice, che in molti contesti resiste al cambiamento.
La Regione ha messo a disposizione alcuni strumenti concreti per sostenere anche le imprese meno strutturate e individuali come la maggior parte delle imprese femminili, tra cui il Fondo di microcredito per sostenere le imprese uninominali femminili, spesso meno "bancabili" e misure per supportare la creazione di reti e la collaborazioni tra imprese, ambito in cui le donne eccellono naturalmente.
La presidente Todde ha poi sottolineato il valore unico del territorio della Sardegna centrale. Pur riconoscendo le carenze (trasporti, fiscalità, sanità), evidenzia un elemento distintivo del territorio, che è quella capacità di fare comunità. Le imprese femminili in questo territorio non sono solo attività economiche ma vere "infrastrutture sociali" con forte responsabilità verso la comunità, rappresentando un'economia reale e sostenibile.
I RISULTATI
- Maggiore consapevolezza del ruolo delle imprese a guida femminile nel territorio della circoscrizione camerale in termini di valore aggiunto apportato, innovazione, creatività;
- Maggiore consapevolezza del ruolo chiave di alcuni settori trainanti dell’economia locale (agricolo, turistico-ricettivo, cooperative e imprese sociali).
- Realizzazione di uno spazio di confronto e incontro tra imprese, istituzioni, associazioni e società civile
- Valorizzazione e promozione delle realtà imprenditoriali delle aree interne
- Valorizzazione di ragionamenti di filiera tra comparti (agricolo-turistico-ricettivo e agricolo-manifatturiero)
- Proposte per valorizzare alcune produzioni e settori maggiormente legati alle tradizioni culturali del territorio, tra cui le più importanti ricordiamo :
• la proposta di salvaguardare la specificità delle produzione dolciarie tipiche con la proposta di tutela della mandorla sarda,
• l’idea di realizzare il museo del dolce
• l’idea di valorizzare il tappeto sardo e le tecniche di realizzazione del tappeto con un Igp
• la proposta di una maggiore co-progettazione nella realizzazione di servizi di cura e di supporto alle persone nelle comunità valorizzando il ruolo delle imprese di prossimità che nascono e lavorano nei territori
• l’idea di una filiera agricola e turistico-ricettiva che lavorino in sinergia
IL PROGETTO L’iniziativa "Tessere il futuro. Donne e imprese ambasciatrici del territorio" è stata un’ occasione di confronto tra imprese e istituzioni. Insieme alla presidente della Regione Alessandra Todde, sono intervenuti il presidente della Confindustria Sardegna Centrale Pierpaolo Milia, il presidente della CCIAA di Nuoro Agostino Cicalò, la presidente della Soroptimist d'Italia Club di Nuoro Cristina Puligheddu, la presidente della FIDAPA BPW Italy Sez. di Nuoro Giovanna Zedde, la vicepresidente vicaria della Confindustria Sardegna Centrale Marina Mastio, la presidente dell’ANCI Sardegna Daniela Falconi, la presidente dell’associazione AIDDA Delegazione Sardegna Lucina Cellino, insieme alle testimonianze di Graziella Carta (arte tessile), Caterina Cosseddu (editoria-cultura), Nella Fantozzi (ristorazione e agricoltura biologica), Anna Gardu (arte dolciaria), Martina Moro (sughero) e Sara Sedda (cooperative sociali). Ha moderato i lavori la direttrice del GAL BMG Claudia Sedda.
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