Programmazione territoriale. Evitare gli errori del passato Urgente sostenere l’economia e le imprese

 

 

Nuoro, 10 ottobre 2024

Nota stampa del Presidente Giovanni Bitti

Programmazione territoriale. Evitare gli errori del passato
Urgente sostenere l’economia e le imprese

La Regione ha ufficialmente avviato la nuova programmazione territoriale, lo strumento che da almeno 20 anni viene riproposto da ogni Giunta regionale per promuovere “dal basso” lo sviluppo locale, contrastare lo spopolamento e favorire la crescita delle aree interne. Auspichiamo fortemente che questo nuovo ciclo si occupi finalmente di imprese e di competitività del sistema economico e produttivo. Crediamo nella bontà dello strumento della programmazione territoriale al quale come Confindustria abbiamo dedicato tempo e risorse dando con convinzione il nostro contributo e portando ai tavoli proposte e progettualità. Sono però i fatti a dirci che in tema di sviluppo territoriale e di sostegno all’economia, la programmazione territoriale non ha avuto il successo sperato. Per ripartire con il piede giusto, non può mancare un’attenta riflessione e una valutazione preliminare sull’efficacia degli strumenti messi in campo in questi anni, sulle risorse impegnate e non spese, sui risultati annunciati e non conseguiti. Per avviare una nuova fase, serve capire che cosa finora non ha funzionato, considerando che a livello regionale fino a oggi (e siamo alla fine del 2024) risulta concluso soltanto il 37% dei progetti finanziati con la programmazione 2014-2020. Alla luce di questi dati, occorre adottare i necessari correttivi per non ripetere le esperienze negative, soprattutto per quanto riguarda gli interventi rivolti al sistema imprenditoriale che nel Nuorese e in Ogliastra sono rimasti inattuati. Servono soprattutto il coraggio e la volontà politica di realizzare gli interventi in tempi certi dotando le strutture tecniche di adeguate capacità operative snellendo le procedure e mettendo effettivamente a correre le risorse.

Dai “Piani di filiera e sviluppo locale” della Giunta Cappellacci nel 2011 al “Piano straordinario di rilancio del Nuorese” e al “Progetto Ogliastra. Percorsi di lunga vita” della Giunta Pigliaru nel 2015, stiamo parlando di progetti condivisi e finanziati dalla Regione con formali atti amministrativi che non hanno portato alcun beneficio allo sviluppo del tessuto produttivo e alla competitività del contesto in cui operano le imprese. In questi anni, lo strumento della programmazione territoriale non ha contribuito a risolvere i problemi dei territori dell’interno, se è vero come è vero che i dati strutturali e congiunturali sono in continuo peggioramento e i divari infrastrutturali restano e si aggravano. La delusione è tanta per il Piano di rilancio del Nuorese, che doveva essere un intervento straordinario per un territorio in forte crisi e che vede invece bloccata da anni la spendita delle risorse destinate al mondo produttivo nell’ambito dei 55 milioni di euro totali stanziati dalla Giunta Pigliaru così come non c’è traccia dei 59 milioni di euro con cui è stato finanziato il “Progetto Ogliastra. Percorsi di lunga vita”, una quantità immensa di risorse impegnate per la Sardegna centrale e mai spese. Tra gli interventi erano previsti anche bandi a sostegno degli investimenti aziendali, di cui sono stati pubblicati gli avvisi ai quali le aziende hanno aderito senza però avere risposta. Nelle imprese è ancora viva l’amarezza per i tanti interventi annunciati e che nonostante delibere, protocolli, convenzioni, accordi di programma e relativo stanziamento di risorse, sono rimasti inattuati.

Oggi per noi la priorità è mettere a correre i fondi previsti dalla programmazione comunitaria 2021-2027 che ha una dotazione finanziaria di circa un miliardo e 500 milioni di euro, quasi doppia rispetto al precedente ciclo. Si tratta di una mole enorme di risorse, di cui almeno una parte è destinata alla competitività e alla digitalizzazione, risorse ferme da tempo e che dovrebbero essere destinate per sostenere gli investimenti e l’economia, soprattutto in quei territori come il Nuorese e l’Ogliastra che giorno dopo giorno perdono competitività, competenze e attrattività. I correttivi in questa nuova fase di programmazione sono però quanto mai necessari. Altrimenti a cosa serve impegnare i fondi se poi non vengono spesi per realizzare in tempi congrui gli interventi?

 

 

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