Incontro pubblico "Ass. Nino Carrus" Intervento del presidente Pierpaolo Milia

Condividiamo l'intervento del presidente Pierpaolo Milia all'incontro pubblico promosso dall'Associazione Nino Carrus sul tema "Fiscalità, innovazione e insularità contro lo spopolamento delle aree interne. La sfida per il futuro della Sardegna" che si è tenuto venrdì 12 settembre a Macomer. «Il tempo delle analisi sia finito. È tempo di passare ai fatti. Ciò che accade è sotto gli occhi di tutti. La gravità della situazione la conosciamo e ogni giorno dati, statistiche e numeri ci fanno comprendere dove stiamo andando. Spero che il territorio ritrovi quell'unità che finora è mancata per portare avanti alcune battaglie prioritarie» ha sottolineato Milia. Leggi qui la relazione integrale.

 

RELAZIONE DEL PRESIDENTE PIERPAOLO MILIA 

"Fiscalità, innovazione e insularità contro lo spopolamento delle aree interne. La sfida per il futuro della Sardegna"

Venerdì 12 settembre 2025 

«Saluto i partecipanti e gli autorevoli relatori e ringrazio per l’invito la presidente Rosanna Carboni, Fausto Mura e tutta l'Associazione Nino Carrus sempre presente e sensibile ai temi dello sviluppo dei nostri territori; partecipo con piacere a questo momento di confronto su una delle sfide più urgenti del nostro tempo, soprattutto per la Sardegna centrale, riguardante fiscalità innovazione e insularità.

Sono temi che si affrontano da tempo in ogni campagna elettorale, convegni e dibattiti, e come Confindustria nel territorio siamo da sempre in prima linea nel portare avanti le nostre proposte; l’impressione però è che se ne parla tanto e si fa poco o niente di concreto per affrontare la situazione.

Penso che il tempo delle analisi sia finito. È tempo di passare ai fatti.

Ciò che accade è sotto gli occhi di tutti. La gravità della situazione la conosciamo e ogni giorno dati, statistiche e numeri ci fanno comprendere dove stiamo andando.

I nostri territori registrano da decenni saldi demografici negativi, c’è un rapporto sempre più squilibrato tra anziani e giovani con i redditi pro-capite così come il Pil provinciale tra i più bassi in Italia e in Sardegna.

Nei nostri paesi, lo spopolamento corre a una velocità doppia rispetto alla media nazionale.

Con un mercato interno debole, è normale che le imprese fanno più fatica, anche perché per raggiungere altri mercati dobbiamo prima raggiungere i porti (con le strade che ci ritroviamo) e poi attraversare il mare.

Tutto questo con la difficoltà di riuscire a operare con strumenti e mezzi adeguati ai nostri tempi, visto lo stato delle linee telefoniche e digitali, che ancora in molte aree sono discontinue e inadeguate!

Questo è il contesto in cui operano le nostre imprese che spesso non sono nelle condizioni di lavorare serenamente e che sono costrette a affrontare costi maggiori ai principali concorrenti col risultato di non essere più competitivi.

Sono temi che come Confindustria abbiamo denunciato e portato all’attenzione più volte.

Non voglio dilungarmi oltre anche perché siamo stanchi di ripetere a ogni incontro e a ogni confronto sempre le stesse cose. Voglio solo fare una considerazione e cercare per l'ennesima volta di essere ottimista e propositivo portando a questo incontro alcune proposte operative.

Prima di tutto, vista la gravità della situazione, l’augurio che ci facciamo è che il territorio non si arrenda.

È vero, sono temi di cui parliamo da tempo, peggio però sarebbe non parlarne e cadere nell’indifferenza e nella rassegnazione.
Auspico anche che il territorio ritrovi quell’unità che finora è mancata per portare avanti con forza alcune battaglie prioritarie a sostegno del lavoro, delle imprese, dei servizi primari che nei nostri paesi stanno venendo meno, e penso per esempio ai pediatri e ai medici di famiglia che mancano, alle scuole che chiudono...

Dispiace molto quanto accaduto a Bortigali che nel prossimo anno scolastico non avrà classi aperte, ma il fenomeno è diffuso ovunque, a partire dalla città capoluogo Nuoro che continua a perdere studenti.

La recente Strategia nazionale per le aree interne ha utilizzato per la prima volta una parola che fa riflettere e rabbrividire: IRREVERSIBILE.

C’è un passaggio, in un documento ministeriale pubblicato quasi in sordina all’inizio dell’estate, che dovrebbe far riflettere tutti, ed è una frase contenuta a pagina 45 del nuovo Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027. Si trova nell’“obiettivo 4: Accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile”. E recita: “Queste aree non possono porsi alcun obiettivo di inversione di tendenza ma nemmeno essere abbandonate a se stesse. Hanno bisogno di un piano mirato che le accompagni in un percorso di cronicizzato declino e invecchiamento irreversibile".

Secondo gli esperti, in molte aree interne lo spopolamento sarebbe ormai una realtà inevitabile, da accompagnare in un "percorso di cronicizzato declino".

Come Confindustria Sardegna Centrale respingiamo fermamente questa visione rassegnata, ma non possiamo negare la gravità dei dati.
Questa situazione è il risultato di decenni di politiche inefficaci, spesso meramente assistenziali, che non hanno risolto i nodi strutturali dello sviluppo.

È da decenni che non si fanno grandi investimenti infrastrutturali nella Sardegna centrale, mentre le risorse destinate a ridurre i divari continuano a essere assegnate secondo una logica spicciola, basata sui numeri, numeri che naturalmente penalizzano i territori meno popolati.

Basta pensare al recente Accordo Stato – Regione e ai fondi di coesione che dovrebbero servire a colmare le disparità e che invece quasi all’80% sono stati ripartiti tra il nord e il sud della Sardegna.

Se la logica resta questa, è chiaro che non possiamo andare avanti ancora a lungo.

Le proposte

Di fronte a questa situazione, Confindustria Sardegna Centrale da tempo ha messo sul tavolo diverse proposte.
Proposte che la nostra Associazione ha già portato all’attenzione della presidente della Regione Alessandra Todde a marzo scorso in un incontro a Nuoro con gli assessori alla programmazione e all’industria insieme a una delegazione molto partecipata di imprenditori.

Tra le proposte vi è innanzitutto l’introduzione di una fiscalità di vantaggio territorializzata per le aree interne e montane.

Da tempo pensiamo sia necessario introdurre misure fiscali specifiche per le imprese che investono nella Sardegna centrale, riconoscendo i maggiori costi operativi dovuti all'isolamento e alla carenza di infrastrutture.

Tutti sappiamo che il Nuorese e l’Ogliastra sono all’ultimo posto in Italia per dotazione infrastrutturale.
Sappiamo bene che il tema è sul tavolo da decenni e che è stato anche oggetto di programmi elettorali senza mai trovare attuazione.

Ora, è arrivato il momento di dare concretezza. Perché riteniamo che una fiscalità incentivante, che vada a compensare i deficit strutturali, sia la via da percorrere per garantire un futuro ai nostri territori.

Vorremmo che un primo segnale arrivi dal Consiglio regionale al quale chiediamo di intervenire con una proposta di legge da presentare alle Camere del Parlamento, come previsto dalla Costituzione.

Il provvedimento dovrebbe mirare a introdurre una fiscalità incentivante con esenzioni e agevolazioni fiscali e contributive per le aziende che investono nelle aree interne e montane, dove è più difficile fare impresa ed essere competitivi.
Serve naturalmente una azione politica forte e unitaria del Consiglio regionale per ottenere l’ok del Parlamento e quindi del Governo che - al di là del colore politico - da tempo ha abbandonato questo territorio a se stesso.

Nell’immediato però occorre prevedere bandi territorializzati e forme di premialità per le imprese delle aree interne negli avvisi regionali che stanno per essere pubblicati dagli Assessorati.

Oggi, al di là di qualche credito di imposta a livello nazionale, mancano completamente strumenti a sostegno del settore manifatturiero e a sostegno degli investimenti in filiere importanti per il nostro territorio come l’agroalimentare.

Ci sono misure per l’artigianato, ci sono misure per il commercio, il settore industriale è stato lasciato completamente solo.
Serve quindi uno sforzo in più, per far partire finalmente i bandi in uscita nell’ambito della nuova programmazione europea 2021-2027, bandi che le aziende attendono da anni.

Le risorse ci sono. Stiamo parlando di una dotazione finanziaria di circa 1 miliardo e mezzo, un budget quasi doppio rispetto al precedente ciclo comunitario. È una mole enorme di risorse, di cui almeno una parte è destinata alla competitività e alla digitalizzazione, risorse ferme da tempo e che dovrebbero essere destinate per sostenere gli investimenti e l’economia, soprattutto in quei territori come il Nuorese e l’Ogliastra che giorno dopo giorno perdono competitività, competenze e attrattività.

La priorità è utilizzare bene queste risorse. Così come serve massima velocità e una capacità di semplificazione nella fase di istruttoria delle domande, perché questa volta chi decide di investire non può permettersi di attendere anni per sapere che fine farà il progetto di investimento!
Per noi la chiave per invertire la tendenza è creare opportunità soprattutto per i giovani, per il lavoro e per le imprese, che rappresentano veri e propri presidi sociali nelle nostre comunità.

Mi avvio alle conclusioni chiedendo alle forze politiche un atto di responsabilità e unione di intenti.

Serve la volontà politica di investire per il futuro dei nostri giovani, partendo da alcune misure concrete e riconoscendo che sostenere le imprese significa sostenere la crescita dei territori.
Da parte della Regione e della Giunta regionale serve un forte segnale di attenzione, trasformando in azioni tangibili gli impegni presi negli incontri che ci sono stati con gli imprenditori a Nuoro anche pochi mesi fa.

Riconosciamo la difficoltà ma ci aspettiamo uno scatto di orgoglio.

Noi, come imprenditori, siamo pronti a fare la nostra parte, continuando a investire e a credere che si possa fare impresa anche nella Sardegna Centrale. Ma abbiamo bisogno di politiche che sostengano il territorio.

La sfida è aperta. Il futuro della Sardegna centrale e dei nostri figli dipende dalle scelte che faremo oggi perché il declino non è mai IRREVERSIBILE quando c'è la volontà di cambiare. Grazie per l'attenzione».

 

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Referente: Francesca Puddu - Comunicazione Associativa
Telefono: 0784 233311
Fax: 0784 233301
E-mail: f.puddu@assindnu.it
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