Appello del presidente Giovani Imprenditori Alessandro Pittorra per rilanciare Nuoro e il territorio

In vista delle prossime elezioni amministrative, il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Alessandro Pittorra lancia un forte appello alla futura classe dirigente della città per sostenere e rafforzare il ruolo di giovani e imprese nel territorio. «Nuoro è la prima provincia in Sardegna per numero di imprese giovanili. Eppure, nonostante la determinazione e la tenacia dei giovani, diventa sempre più difficile fare e impresa e trattenere e attrarre talenti nelle nostre aziende».  


«Il nostro gruppo è formato da imprenditori di seconda e terza generazione che, per passione, attaccamento al territorio e spirito di innovazione, hanno scelto di proseguire e sviluppare i progetti avviati dalle generazioni precedenti - sottolinea Pittorra -. Tuttavia, la fuga dei giovani talenti da Nuoro e dal centro Sardegna continua e questi temi sembrano sparire dal dibattito pubblico».

«C’è chi sostiene che l’industria sia ormai superata e che si debba puntare esclusivamente sui servizi. Ma servizi rivolti a chi, se non ci sono imprese a sostenerli? Senza un tessuto produttivo solido, la sostenibilità dei servizi è destinata a fallire. Le nostre aziende devono essere messe nelle condizioni di competere con i loro principali concorrenti, che oggi beneficiano di una posizione geografica più favorevole e di una rete infrastrutturale moderna ed efficiente, che a Nuoro e nel centro Sardegna continuano a mancare».

«Questo territorio merita di più e non può più permettersi di aspettare. Se la situazione non cambia, presto non ci saranno più giovani né professionisti a supportare le poche imprese rimaste, e ogni speranza di nuove iniziative economiche svanirà. Stabilizzare il personale negli enti pubblici e previdenziali può creare occupazione nel breve periodo, ma come possiamo pensare di garantire la sostenibilità del sistema? Un’economia è sostenibile solo quando l’indotto generato è superiore ai costi necessari al suo mantenimento. E questo può avvenire solo attraverso le imprese, che sono il vero motore di ogni territorio».

«Non possiamo pretendere che i giovani restino nel centro Sardegna se le uniche prospettive di carriera sono nel settore pubblico. Abbiamo bisogno di strumenti per far crescere grandi aziende capaci di diventare eccellenze e simboli di questo territorio. Aziende che producano, creino valore e portino i nostri prodotti oltre i confini regionali e nazionali, generando opportunità per tutto il sistema economico locale, incluso il settore dei servizi. Ma per realizzare tutto questo è necessario intervenire sulle infrastrutture, e farlo subito».

«Non si può essere competitivi se mancano collegamenti rapidi ed efficienti con il resto dell’Isola e con il continente. Non si può essere competitivi se per raggiungere un paese vicino si impiegano ore su strade progettate un secolo fa. E non si può essere competitivi se il trasporto delle merci via mare costa dieci volte più delle tratte stradali equivalenti, aggravato da tasse ambientali che finiscono per ricadere sui consumatori finali.

«L'Einstein Telescope per esempio, il grande progetto scientifico che potrebbe essere realizzato nel nostro territorio, rappresenta certamente una straordinaria occasione di sviluppo. Il tema cruciale, però, è quello del lavoro e degli investimenti per la creazione di un contesto competitivo e attrezzato a valorizzare a pieno opportunità come queste».

«Noi, giovani imprenditori, abbiamo ereditato la determinazione e la cultura d’impresa delle generazioni precedenti. Abbiamo la passione e le competenze per far crescere le aziende che guidiamo. Chiediamo solo di poter competere ad armi pari. Vogliamo continuare a investire in questo territorio non solo per orgoglio, ma perché crediamo in una crescita economica e sociale concreta, che sia il fondamento di un futuro sostenibile per tutti».

 

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