SPECIALE PROGETTO ITINERARI SALUTE | Prima tappa Macomer

Informare e conoscere per promuovere la salute e prevenire le malattie professionali nei luoghi di lavoro. È questo l’obiettivo del Protocollo di Intesa siglato lo scorso aprile a Nuoro tra Confindustria Sardegna Centrale e INAIL che insieme si impegnano a portare avanti nel Nuorese e in Ogliastra il progetto Itinerari salute, una campagna itinerante di informazione e sensibilizzazione sul tema delle malattie professionali. Ideata e promossa da Confindustria in collaborazione con la direzione regionale INAIL l’iniziativa coinvolge attivamente il DI.CA.AR. il Dipartimento di ingegneria dell'università di Cagliari, le segreterie confederali di Cgil Cisl e Uil Nuoro – Ogliastra, la Fondazione ITS Sardegna di Macomer e alcuni istituti superiori del territorio. Leggi il resoconto della PRIMA TAPPA che si è svolta a Macomer il 16 novembre QUI

 

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA 

Al via da Macomer Progetto Itinerari salute promosso da Confindustria Sardegna Centrale in collaborazione con la Direzione Regionale dell’INAIL con l’obiettivo di promuovere nelle imprese e tra i lavoratori la cultura della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Focus del primo seminario formativo è quello dello Stress lavoro-correlato: prevenzione e rischi. All’incontro coordinato dal presidente di Confindustria Sardegna Centrale Roberto Bornioli hanno partecipato la direttrice regionale dell'Inail Enza Scarpa, il vicesindaco di Macomer Rossana Ledda. A tracciare un quadro dello stato dell’arte in materia sono intervenuti esperti e professionisti del settore: il presidente della Società Italiana di Medicina del Lavoro per la Sardegna Antonello Serra, il dirigente medico dell'INAIL Salvatore Denti, il segretario della Cisl di Nuoro Michele Fele e Giorgio Massacci, professore ordinario di sicurezza del lavoro e difesa ambientale all'Università di Cagliari, anch’essa tra i partner del progetto. Nel corso della mattinata è stato dato spazio alle testimonianze delle aziende con gli interventi di Corstyrene Italie di Ottana, LaboratorioAnalisi Cliniche di Tortolì e Antica Fornace Villa di Chiesa di Bolotana. 

Lo stress da lavoro-correlato è stato riconosciuto da un Accordo europeo del 2004 e recepito dal  Testo unico sulla sicurezza nel lavoro del 2008. In base alle norme vigenti il datore di lavoro è obbligato a predisporre un’attenta valutazione dei rischi e tra questi anche quelli legati allo stress derivante dall’ambiente e dall’organizzazione del lavoro. Ma non è soltanto un obbligo, per molte aziende è anche l’occasione per migliorare e rendere più efficiente l’organizzazione e i flussi di lavoro in azienda, così da poter correggere dinamiche che potrebbero influenzare negativamente anche la produttività aziendale. Spesso per abitudini consolidate non ci si rende conto ma anche riorganizzazioni minime dei flussi di lavoro possono avere effetti positivi per l’azienda e per chi ci lavora. «Il coinvolgimento degli studenti è un punto chiave del Progetto – ha sottolineato il presidente di Confindustria Sardegna Centrale Roberto Bornioli. La cultura della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro va diffusa sin dalla giovane età e dovrebbe essere una materia di insegnamento nelle scuole. Con il Progetto Itinerari Salute continua la nostra collaborazione con l’INAIL in un percorso di informazione e sensibilizzazione che coinvolgerà attivamente le imprese e i lavoratori di tutte le aree produttive del Nuorese».

 

 

IL VIDEO PROIETTATO

 

I Papu affrontano il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Rischio stress lavoro correlato. 

 

 

GLI INTERVENTI IN APERTURA DEI LAVORI

 

 

 Roberto Bornioli, Presidente Confindustria Sardegna Centrale 

 

Buongiorno a tutti, saluto tutti i presenti: le autorità, gli studenti, gli imprenditori, ringrazio il Comune di Macomer per il patrocinio dell’iniziativa e la concessione di questa bellissima sala. Ringrazio l’INAIL regionale e la direttrice Enza Scarpa e il dott. Pintus, perché sono partner del Progetto “Itinerari Salute” assieme all’Università di Cagliari, alla Fondazione ITS Sardegna e i Sindacati. Perché questo progetto? Gli infortuni sul lavoro, possono provocare come è noto, lutti e dolore e si possono segnare negativamente la vita delle persone e delle famiglie. I primi di settembre si è svolto a Singapore il congresso mondiale, in questo ambito è stato presentato il report sulla sicurezza e la salute nel lavoro. Da questo report emergono dei dati sconvolgenti: c’è un morto, nel mondo, ogni 15 secondi. Vuol dire la stratosferica cifra di 2.780.000 lavoratori che muoiono ogni anno. Di questi ben 2.400.000 sono i decessi per le malattie professionali. Ci si concentra spesso sugli infortuni nel lavoro, ma il fenomeno delle malattie professionali, che è meno conosciuto, è molto più grave. Sempre in questo congresso sono stati presentati degli altri dati: è stata fatta una stima sui costi derivanti dalle malattie professionali. Stiamo parlando di 2.680 miliardi di euro all’anno. Sono costi elevatissimi: c’è un costo dal punto di vista umano e poi c’è il costo della produttività che è enorme. Da questi dati possiamo vedere qual è l’incidenza delle malattie professionali a livello mondiale, che rappresentano un fenomeno importantissimo, poco conosciuto ed è per questo che noi abbiamo voluto portare avanti il “Progetto Itinerari salute”, un progetto itinerante che prevede altre 4 tappe in altri quattro centri della Sardegna Centrale. Oggi iniziamo con l’argomento “Stress da lavoro correlato” malattia poco conosciuta che si manifesta quando le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo eccedono le capacità dell’individuo di fronteggiare tra le richieste. È stato valutato che questo fenomeno interessa ben il 22% dei lavoratori europei, ¼ della popolazione lavorativa in Europa soffre di stress da lavoro, con un costo per la collettività che è calcolato sui 20 miliardi di euro all’anno. Lascio la parola a tutti i relatori.

 

 

Enza Scarpa, direttrice regionale INAIL

 

 

Buongiorno a tutti, bellissima occasione per raccontare le intenzioni e gli impegni dell’INAIL. Nel corso degli anni l’INAIL ha anche sviluppato una consapevolezza di dover fare un passo avanti e cioè non una semplice presa d’atto di cosa avviene nel mondo del lavoro ma fare qualcosa per ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali che rappresentano un fenomeno molto insidioso. Perché questo progetto? Perché l’INAIL ha rilevato, con una particolare criticità, soprattutto in Sardegna. Pensate che nella sola città di Cagliari sono arrivate circa 5000 denunce sulle malattie professionali. Questo è un fenomeno che va gestito e l’INAIL in sinergia (associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e chi rappresenta il futuro mondo del lavoro, scuola e università). Questo è il progetto che oggi comincia a prendere i primi passi. Un itinerario che incontra il territorio. E’ significativo che oggi si parli, non di malattie professionali a tutto tondo, abbiamo voluto iniziare da una malattia molto emergente: stress da lavoro correlato. Molto sottovalutato, ma grave perché figlio delle attuali condizioni di lavoro e dei tempi. La nostra speranza è che passi il messaggio dell’importanza di aver cura di se. Buon lavoro, ci ritroveremo in altri territori. 

 

 

Rossana Ledda, vicesindaco di Macomer 

 

Buongiorno a tutti, mi fa piacere vedere una folta platea e la partecipazione vivace e intensa degli studenti. Vi porto i saluti del Sindaco e devo dire che quando ci arriva una richiesta di patrocinio dalla Confindustria noi la diamo ad occhi chiusi, perché c’è da sempre una collaborazione e per noi l’industria, il lavoro, la produttività del territorio è fondamentale. Ringrazio tutti i relatori, in particolar modo l’INAIL perché ritengo che sia importante che oltre nei capoluoghi di provincia si venga anche nelle nostre realtà. Stress da lavoro, quanto è importante questo argomento. Pensavo in questi giorni che si avvicina un importante evento a Macomer nel quale si parlerà di violenza di genere, mi piacerebbe anche in questo capo capire quanto lo stress influisca su questo tema. Lascio la parola ai relatori e auguro buona giornata 

 

Michele Fele

Segretario Provinciale CISL

Buongiorno a tutti, l’argomento di oggi è molto importante. Riflettere sul valore della sicurezza del lavoro oggi e soprattutto sulla salute nei luoghi di lavoro non è agevole. I pur apprezzabili risultati raggiunti in riferimento al dato degli infortuni mortali (tendenzialmente decrescente; sono invece in aumento le malattie professionali)  nonché il fatto di disporre finalmente di un più chiaro assetto legislativo, il c.d. Testo Unico in materia di salute e sicurezza del lavoro non appare infatti sufficiente. Il vero problema è quello della effettiva applicazione delle norme esistenti e di un radicamento diffuso della cultura della prevenzione, tramite un impegno costante, ed auspicabilmente coordinato, di tutti quei soggetti che da versanti diversi (responsabili aziendali, consulenti per la sicurezza, dirigenti ed operatori sindacali, istituzioni) sono impegnati in tale delicato settore. Vale la pena sottolineare che affrontare il tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro non significa occuparsi di un’area qualsiasi di intervento sociale ma di una sfera più profonda che riguarda l’essenza stessa della persona. 

 

 

TESTIMONIANZE AZIENDALI

 

Introduce Luca Moi

Presidente Sezione Sanità e Servizi Sociali Confindustria Sardegna Centrale

Ringrazio  il presidente Bornioli, la dottoressa Enza Scarpa, il professor Massacci e tutti i relatori qui presenti. Sono il Presidente della sezione Sanità della Confindustria Sardegna Centrale, una sezione che ha il compito di raccontare tutte le imprese associate che operano nel settore della sanità e di rappresentare le loro istanze e le loro esigenze alle istituzioni a tutti i livelli.  La nostra sezione vede con particolare interesse eventi di formazione come quello di oggi, di sensibilizzazione e informazione su una tema così importante come quella delle malattie professionali, e in particolare dello stress da lavoro correlato, che coinvolge tutte le imprese in tutto il territorio. Personalmente faccio parte dello staff della Casa di cura Clinica Tommasini di Jerzu, i nostri dipendenti lavorano tutto il giorno a contatto con i pazienti, il benessere dei dipendenti è dunque per noi fondamentale, è fondamentale che stiano bene e che lavorino nelle migliori condizioni possibile perché non si possono permettere di scaricare il loro stress personale sui pazienti, che di per se stessi vivono una situazione difficile. Lascio ora la parola a due imprenditori che ci daranno la loro testimonianza su due realtà aziendali all’avanguardia anche sul fronte della tutela della salute dei lavoratori in azienda. Rappresentano due realtà aziendali che hanno messo in campo percorsi molto virtuosi di gestione dello stress e per favorire il benessere del proprio dipendenti nel contesto lavorativo. Invito gli studenti a prestare attenzione a ciò che verrà detto, e ciò anche con l’idea e il proposito di entrare quanto prima nell’ottica aziendale, il mio è un invito personale, di iniziare sin da ora a sviluppare una sensibilità per il mondo del lavoro e dell’impresa, non solo con l’idea di proporsi come dipendenti ma anche di mettersi in gioco e scommettere su se stessi come  imprenditori. Non dico che è facile ma è possibile, con ottimi risultati e grandi soddisfazioni anche nel nostro territorio, nonostante le tante criticità che ancora permangono e che come Confindustria segnaliamo di continuo all’opinione pubblica e alle istituzioni.

 

Luca Piccinelli – Corstyrene Italie

Sono il direttore della Cortsyrene Italie leader nella produzione di isolanti termici in polistirolo, materiale usato con grande ritorno sia in edilizia sia per il risanamento di strutture ed edifici. Noi operiamo nell’area industriale di Ottana, all’interno del sito ex Enichem. Operiamo in regime di totale autosufficienza, per quanto riguarda la produzione di tutte le utilities necessarie al processo produttivo, vapore, energia, aria compressa. Abbiamo sempre adottato un sistema di gestione orizzontale, con l’obiettivo di responsabilizzare tutte le persone e tutti i dipendenti all’interno dell’azienda, condividendo le informazioni e il senso di responsabilità, le decisioni prese, gli obiettivi e la missione dell’azienda, che cosa si fa e dove si vuole arrivare e perché. Così facendo si riduce l’insicurezza e si dà a ciascuno il senso del lavoro che viene portato avanti così da ridurre una parte significativa dello stress immagazzinato dalle persone. In azienda abbiamo ottemperato alle prescrizioni per la riduzione del rischio di stress da lavoro correlato così come la norma ci imponeva, anche attraverso le schede di valutazione che la legge ci imponeva. In generale ci posizioniamo a un livello di rischio basso, ma questo non ci ha impedito di osservare che nelle aree decisionali il rischio di stress, inteso come quelle situazioni quotidiane che accadono in azienda, è anche esterno. Tutte le situazioni anche quelle personali concorrono a farci immagazzinare informazioni che possono causare stress riducendo al tempo stesso la qualità delle nostre performance.  Abbiamo chiuso un accordo con un pool di consulenti esterni, a seguito del quale abbiamo inserito all’interno del nostro staff la figura della psicologa del lavoro, una figura molto importante, che dà supporto a tutte quelle funzioni e persone di vertice in cui si concentrano le maggiori possibilità di stress. La figura è comunque a disposizione di tutti i dipendenti anche solo per discutere di fatti personali. Ciò ha consentito un miglioramento dei rapporti interpersonali in azienda, grazie al fatto che si lavora per tenere aperti quei canali comunicativi, che soltanto per una questione di non conoscenza tendono a chiudersi. Se c’è stata una norma che per quanto ci riguarda è stata utile ma veramente utile è stata questa. Con l’introduzione di questi accorgimenti effettivamente Il tenore di vita interno all’azienda è notevolmente migliorato. Stabilire in che termini economicamente tutto ciò abbia portato vantaggi all’azienda non si può stabilire, non esistono parametri precisi a riguardo. Ma è sicuro che se stiamo tutti bene, se siamo tutti più sorridenti, lavoriamo tutti meglio.

 

 

Luigi Zilli – Antica Fornace Villa di Chiesa

Buongiorno a tutti, sono il procuratore della società, in azienda svolgo un compito importante nel  campo della sicurezza e della salute dei lavoratori in azienda. Le parole d’ordine fondamentali del presidente della nostra società è “produttività” da conciliare con il concetto di “felicità”. Ciò comporta uno sforzo non indifferente. Se non conservassimo un alto grado di produttività, che cerchiamo di incentivare con gli investimenti, si fa presto ad assumere le persone, più difficile licenziarle in casi di crisi, sia pure passeggera. Questo è un concetto fondamentale. Produttività la si fa introducendo macchinari automatici con industria 4.0 per esempio, automazione del processo, il che comporta investimenti importanti, che non dovrebbero teoricamente portare a nuove assunzioni. Ciò non è in contraddizione con la felicità. Al contrario l’investimento è importante, grosso, abbiamo già cominciato a realizzarlo e questo di pari passo ma per implementare queste trasformazioni abbiamo bisogno di nuovo personale, un fatto che dovrebbe portare felicità, intendiamo assumere 60-70 persone nel giro di qualche anno. Stiamo cercando di incentivare il gusto dei lavoratori al lavoro. Abbiamo 160 dipendenti, una decina sono laureati, il lavoro che svolgono in azienda non trova riscontro nella loro specifica specializzazione, e questo a mio avviso può portare una contraddizione nella battaglia contro lo stress. Tuttavia è anche logico che più laureati entrano, più alto è il livello di istruzione dei dipendenti, migliore è la produttività. Ho raccontato varie volte ai responsabili dei reparti, questo aneddoto: in un organismo tutte le funzioni sono diverse e tutte hanno la stessa importanza, tutti devono contribuire e dare meglio di sé, in tutti i modi per sopperire a eventuali mancanze tecniche e di sicurezza, è difficile coordinare certe attività rispettando le regole, è difficile frenare un ragazzo che si mette a girare a grande velocità con un muletto, se non prendi provvedimenti. In questi anni l’azienda ha promosso grandi sforzi per introdurre elementi che riducessero lo stress da lavoro, abbiamo cercato di dare qualche segnale, abbiamo istituito la biblioteca con più di duemila volumi, abbiamo cercato di incentivare l’uso di questo servizio che riteniamo un bene per tutta la collettività, di dare così un segnale di rilassamento. Inoltre, in un’area industriale quella di Bolotana, che è un deserto, che intristisce, con aree abbandonate, aziende chiuse, rifiuti e incuria, con una grossa disattenzione da parte delle istituzioni delegate a monitorare la situazione, abbiamo realizzato un giardino con un’area dedicata al riposo. Inoltre garantiamo ai lavoratori di godere di pause superiori a quelle previste dal contratto di lavoro. A volte ci dicono perché non ci aumentate i soldi anziché fare la biblioteca. Non sempre insomma gli sforzi riscuotono apprezzamento da parte di chi lavora, apprezzamento per un’azienda che fa utili nel territorio, e paga le tasse in Sardegna, nonostante la proprietà sia bergamasca. La nostra azienda funziona bene e fa utili, perché i nostri tecnici sono più bravi. La nostra azienda è un esempio positivo ma non so fino a quando riusciremo a combattere e vincere l’infelicità e l’insofferenza dei nostri lavoratori. Stiamo facendo orari inferiori a quelli contrattuali e per questo lamentiamo soltanto un 2 per cento di astensionismo per malattia, una % bassissima. 


INTERVENTI TECNICI

 

Giorgio Massacci

Ordinario di Sicurezza del Lavoro e Difesa Ambientale Università di Cagliari

Consulta le slides del suo intervento "Intensità del lavoro" CLICCA QUI

 

Antonello Serra

Presidente sezione sarda Società Italiana Medicina del Lavoro

Consulta le slides del suo intervento "La valutazione dello stress lavoro correlato a dieci anni dall'obbligo normativo" CLICCA QUI

 

Salvatore Denti

Dirigente medico INAIL

Consulta le slides del suo intervento  "Idati INAIL e gli strumenti di valutazione" CLICCA QUI

 

RASSEGNA STAMPA

 

Servizio su Telesardegna  

 

LE SCUOLE COINVOLTE 

 

 Hanno partecipato gli studenti degli Istituti Superiori Fratelli Costa Azara di Sorgono e Satta di Macomer

 

 

 

 

 

 

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