Mezzogiorno: Riprogrammazione dei Programmi Operativi Nazionali (PON) dei fondi strutturali

E' stata presentata la riprogrammazione dei Programmi Operativi Nazionali (PON) dei fondi strutturali Ob. Convergenza 2007-2013. La riprogrammazione vale 2,3 miliardi di euro e costituisce una nuova tappa del percorso, avviato col Piano d'Azione Coesione del dicembre 2011, finalizzato a rendere più efficace la programmazione dei fondi strutturali europei.

Circa 900 milioni di euro sono destinati al miglioramento della competitività delle imprese.

Venerdì 11 maggio il presidente del Consiglio Monti ha illustrato le nuove misure di riprogrammazione dei fondi strutturali per il Mezzogiorno, la cosiddetta "spending review dei fondi strutturali", nuovo atto della strategia avviata col Piano d'azione Coesione. Si tratta di una misura importante soprattutto perché attiva risorse inutilizzate, concentrandole su obiettivi insieme di sviluppo e di inclusione sociale.

La riprogrammazione, dal valore complessivo di 2,3 miliardi di euro, riguarda i Programmi Operativi Nazionali (PON) Ricerca e Competitività, il PON Sicurezza, i 2 Programmi di Assistenza Tecnica FESR e FSE e i 2 Programmi Interregionali Energia e Turismo dell'Obiettivo Convergenza. Come per la prima fase del Piano d'Azione Coesione, la riprogrammazione viene realizzata prevalentemente attraverso la riduzione del cofinanziamento nazionale (confermando persistenti difficoltà di spesa dei programmi europei) che, liberato dai vincoli comunitari, viene concentrato su:

· competitività ed innovazione delle imprese (890,7 milioni di euro): vengono finanziati interventi di tipo tradizionale, che hanno il pregio di attivare in tempi brevi risorse fondamentali in questa fase economica: Contratti di Sviluppo, Fondo di Garanzia, appalti precommerciali per l'acquisto di beni e servizi da parte della PA;

· attività di cura per infanzia (400 milioni di euro) ed anziani non autosufficienti (330 milioni di euro), sia per la costruzione di strutture sia per la gestione dei servizi, con il coinvolgimento degli Enti locali e del privato sociale;

· giovani (220 milioni di euro), per interventi vari per il contrasto alla dispersione, per la collaborazione con ricercatori italiani emigrati all'estero, il privato sociale, istruzione e legalità, l'autoimpiego e l'imprenditorialità giovanile;

· aree di attrazione culturale ((330 milioni di euro) in cui realizzare interventi integrati sul modello "Pompei" su almeno 20 poli architettonici archeologici e museali (affidamento lavori entro l'anno): es. Museo archeologico di Reggio Calabria, Museo di Capodimonte; Castel del Monte, poli Museali di Palermo, Siracusa e Ragusa, Catania.

A queste priorità si aggiungono un intervento per la riduzione dei tempi della giustizia civile (processo civile telematico in 23 uffici giudiziari del Mezzogiorno, per 4,4 milioni di euro), ed interventi di efficientamento energetico in aree urbane e naturali (124 milioni di euro).

Le risorse derivano da: riduzione dell'assistenza tecnica inefficace; eliminazione di eventi culturali non necessari; abbandono di azioni non fattibili in quanto prive di progettazione o dei requisiti di fattibilità; taglio code di leggi di incentivazione; definanziamento interventi per la legalità non integrati con il territorio.

Secondo il metodo già definito col Piano d'Azione Coesione, per ciascuna priorità sono definiti gli obiettivi quantitativi e qualitativi da raggiungere, il cronogramma, gli adempimenti necessari.

Il documento contiene, inoltre, una breve relazione sullo stato di avanzamento del complesso del Piano d'Azione Coesione avviato a dicembre: vengono forniti aggiornamenti su interventi ferroviari prioritari (predisposto uno schema di Contratto Istituzionale di Sviluppo), credito d'imposta occupazione (il Decreto Ministeriale è stato approvato dalla Stato Regioni), Istruzione (impegno dei fondi a partire dal mese di giugno), Agenda digitale (Piano notificato ai sensi dell'art. 108 del Trattato UE.

Nel mese di luglio sarà realizzato un monitoraggio complessivo dell'avanzamento degli interventi del Piano.

Entro la fine dell'anno, a valle di una fase di verifica già avviata, dovrebbe seguire anche la riprogrammazione dei POR (Programmi Operativi Regionali).

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Referente: Massimo Mereu - Comunicazione Associativa
Telefono: 0784 233311
Fax: 0784 233301
E-mail: m.mereu@assindnu.it

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