Bollettino di informazione sulle attività delle istituzioni comunitarie (dal 15 al 19 dicembre 2014)

 

Bollettino di informazione sulle attività delle istituzioni comunitarie

Resoconto della settimana dal 15 al 19 dicembre 2014

 

 

CONSIGLIO EUROPEO: ANCORA UN NULLA DI FATTO

I capi di stato e di governo dei paesi UE, riuniti per l'ultima volta dell'anno sotto presidenza italiana, hanno preferito fare "surplace" sulla questione dello scorporo dei fondi nazionali messi a contributo del Piano Juncker sugli investimenti, nonostante le ripetute avances di Matteo Renzi per ottenere una presa di posizione più definita. Tutto rinviato all'anno prossimo, ma è chiaro sin d'ora che tuttalpiù ci sarà un via libera per quei fondi che andranno ad alimentare il "nocciolo duro" destinato a fare da garanzia per gli investimenti effettivi, pubblici o privati, mentre sembra escluso che possa andare in porto la richiesta italiana di uno scorporo dal calcolo del deficit e del debito degli investimenti pubblici come Renzi li ha evocati in aula alla vigilia del Consiglio europeo, per opere pubbliche, dissesto idrogeologico, scuole eccetera. La "battaglia sulla flessibilità", insomma, non si è risolta durante il semestre, nonostante i vari angoli d'attacco e le condizioni dell'economia europea, ancora alle prese con una modestissima crescita complessiva e con alcuni paesi, tra cui il nostro, in stagnazione. Bisognerà ora attendere il 13 gennaio, giorno peraltro in cui Renzi presenterà al Parlamento europeo il bilancio del semestre si presidenza, perché la Commissione formalizzi la sua proposta legislativa per dare vita concreta al Piano Juncker e avviarne così l'iter di aprovazione. Se ci saranno margini interpretativi nella dinamica Parlamento europeo-Consiglio dei Ministri, anche alla luce del "fitness check" appena avviato dalla Commissione sull'applicazione del Patto di stabilità e crescita, ben vengano. Ma le prospettive non sono molto incoraggianti.

 

PROGRAMMA DI LAVORO DELLA COMMISSIONE EUROEPA PER IL 2015

Lo scorso lunedì 15 dicembre è stato presentato, a Strasburgo nel corso dell’ultima Plenaria sotto l’egida della Presidenza italiana, il Programma di lavoro della Commissione europea per l’anno 2015. Il Programma che mira, innanzitutto, a velocizzare i lavori delle Istituzioni europee punta su poche proposte certe rivolte alla crescita, occupazione e fiscalità. Questa è la filosofia alla base della bozza del programma di lavoro della Commissione Jean-Claude Juncker: pochi dossier, concentrati su alcune priorità. Così, in estrema sintesi, Juncker descrive il programma di lavoro della Commissione per il 2015: poche “grandi priorità”, di cui “la principale gravita attorno alla crescita e all'occupazione”. Cui segue l’altro grande tema della“fiscalità”. Durante i primi 6 mesi del 2015 la Commissione europea presenterà una Direttiva sullo scambio automatico d'informazioni e un piano d'azione contro evasione e frode fiscale.

 

AMBIENTE ED ENERGIA

Lo scorso 17 dicembre, il Parlamento europeo riunito in sessione plenaria ha approvato la risoluzione presentata congiuntamente da alcuni deputati dei gruppo PPE, S&D e Verdi relativa alla protezione del settore industriale dell’acciaio nell’UE. La risoluzione, approvata con 466 voti favorevoli, 133 contrai e 100 astenuti, richiama la necessità di conciliare le prestazioni ambientali con una maggiore tutela del settore della siderurgia e sottolinea che la ripresa economica in Europa non può prescindere da un’ industria manifatturiera solida e competitiva sul mercato globale. Si segnala, inoltre, che la plenaria ha respinto la decisione della commissione ENVI di sostenere la mozione contro la proposta di direttiva della Commissione Europea che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione ai sensi della direttiva 98/70/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel. La mozione non è stata approvata dalla plenaria con il voto contrario di 325 deputati e l’astensione di 48. I voti favorevoli sono stati 337, insufficienti a raggiungere la maggioranza qualificata richiesta di 376. La proposta della Commissione europea, che contiene le misure di attuazione relative al meccanismo inteso a monitorare le emissioni di gas ad effetto serra da parte dei fornitori, potrà ora essere finalizzata dal Consiglio, avendo già ricevuto l’approvazione del COREPER lo scorso 28 novembre.

 

INDUSTRIA, RICERCA ED ENERGIA

Lo scorso 11 dicembre la commissione Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento europeo ha presentato la relazione dell’On. A. Saudargas (Lituania, PPE) sulla Strategia Europea per la Sicurezza Energetica.

Di seguito i principali elementi della relazione:

  • La dimensione esterna della politica energetica dell’UE non è, allo stato attuale, allineata agli obiettivi di coerenza, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività
  •  La sicurezza energetica costituisce uno dei pilastri principali dell’Unione per l’Energia
  •  L’indipendenza energetica va rafforzata attraverso misure a breve termine, come lo stoccaggio di gas, soprattutto per gli Stati Membri che dipendono da un unico fornitore
  • Gli Stati Membri sono richiamati ad un elevato livello di ambizione nell’implementazione della legislazione europea sull’efficienza energetica, considerato un aspetto strategico della sicurezza
  • È necessario un maggiore coinvolgimento dell’industria europea lungo l’intera catena relativa alla produzione, al trasporto e alla distribuzione di energia
  • L’energia nucleare continua a rappresentare un’alternativa valida alla produzione di energia elettrica, ma va affiancata all’obiettivo di portare le rinnovabili al 27% entro il 2030
  • Gli obiettivi ambientali relativi alla riduzione di gas ad effetto serra non devono minare la competitività delle imprese europee a livello globale e vanno quindi valutati alla luce di un approccio integrato ed equilibrato
  • L’implementazione del Terzo Pacchetto è essenziale al completamento del Mercato Interno dell’Energia, insieme al nuovo obiettivo stabilito dal Consiglio Europeo di raggiungere il 15% di interconnessioni al 2030
  • La strategia per la sicurezza energetica deve dare priorità ai progetti che implicano la diversificazione delle fonti, nel rispetto del diritto UE, ma anche delle rotte, attraverso il coinvolgimento di partner affidabili
  • I progetti prioritari, a tal proposito, sono: il Corridoio Sud, lo snodo del gas nel Mediterraneo, lo sviluppo delle infrastrutture necessarie per l’importazione di gas dalla Norvegia
  • Il principio di solidarietà e cooperazione tra gli Stati Membri deve essere considerato una priorità

 

Consulta il bollettino in allegato.

 

A cura di

Gianfranco Dell’Alba
Politiche Industriali, Economia della Conoscenza, Europa e Internazionalizzazione
CONFINDUSTRIA

Matteo Borsani e Giuliana Pennisi

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Referente: Francesca Puddu - Comunicazione Associativa
Telefono: 0784 233311
Fax: 0784 233301
E-mail: f.puddu@assindnu.it
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