D.L. Crescita: nuove forme di finanziamento per le imprese

La disciplina delle cambiali finanziarie così come delineata nel D.L. Crescita è volta a semplificare ed integrare l'attuale ordinamento degli strumenti per il finanziamento dell'attività d'impresa, consentendo in particolare la sollecitazione del mercato monetario e finanziario da parte di emittenti finora esclusi, come le imprese non quotate, medie e piccole, ampliando infine le opportunità di investimento degli operatori istituzionali nell'economia nazionale.

L'articolo 32 del provvedimento in commento consente alle società di capitali, nonché alle società cooperative e mutue assicuratrici diverse dalle banche e dalle micro-imprese, di emettere cambiali finanziarie.

Le società e gli enti non aventi titoli negoziati in mercati regolamentati o non regolamentati possono emettere cambiali finanziarie a condizione che l'emissione sia assistita da uno sponsor che mantenga in portafoglio una quota dei titoli fino alla naturale scadenza, l'ultimo bilancio dell'emittente sia certificato da un revisione contabile o una società di revisione, i titoli siano collocati esclusivamente presso investitori qualificati che non siano, neanche indirettamente, soci della società emittente.

Secondo quanto emerge dalla relazione illustrativa, le disposizioni contenute nell'articolo intendono semplificare ed integrare l'attuale ordinamento degli strumenti per il finanziamento dell'attività d'impresa, consentendo in particolare la sollecitazione del mercato monetario e finanziario da parte di emittenti finora esclusi, come le imprese non quotate, medie e piccole (secondo la classificazione europea), ampliando infine le opportunità di investimento degli operatori istituzionali nell'economia nazionale.

Le cambiali finanziarie possono essere emesse dalle società e dagli enti con titoli negoziati in un mercato regolamentato, nonché le società non quotate purché le emissioni siano assistite da garanzia (in misura non inferiore al 100 per cento del loro valore di emissione) rilasciata da soggetti vigilati o dalla società Servizi assicurativi del commercio estero (SACE) S.p.A.

In Italia, prima d'ora, tale strumento non ha trovato ampia diffusione. Le ragioni della modesta utilizzazione delle cambiali finanziarie sono riconducibili, per le imprese quotate, a motivi di carattere fiscale legati al mancato assoggettamento dei redditi relativi alle cambiali finanziarie all'imposta sostitutiva, a motivi di carattere regolamentare legati alla durata, a motivi di carattere formale e procedurale, etc.

Sul link è possibile consultare il richiamato Testo del D.L.83/2012, con la Relazione Tecnica e quella Illustrativa.

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
Referente: Massimo Mereu - Comunicazione Associativa
Telefono: 0784 233311
Fax: 0784 233301
E-mail: m.mereu@assindnu.it

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