Appello di Confindustria contro il "declino programmato". Sostenere le aziende che investono e innovano
Nuoro, 5 settembre 2025
Nota stampa del Presidente Pierpaolo Milia
Appello di Confindustria contro il «declino programmato»
Serve sostenere le aziende che investono e innovano nella Sardegna centrale
Sostegno alle imprese che investono e innovano nella Sardegna centrale con misure specifiche e risorse dedicate, da destinare soprattutto alle nuove attività giovanili mettendo in campo bandi territorializzati e meccanismi di premialità per chi nonostante le difficoltà continua a credere e a creare ricchezza e lavoro nel territorio. È questa la proposta che riportiamo all’attenzione della Presidente della Regione Alessandra Todde che, insieme agli assessori della Programmazione e dell’Industria, si era impegnata a intervenire anche in un recente incontro a Nuoro con gli imprenditori riconoscendo le difficoltà del fare impresa in territori come il nostro.
Se per la prima volta, a luglio scorso la Strategia nazionale per le aree interne, in un documento ufficiale del Governo, ha ammesso che per un «numero non trascurabile di aree interne» lo spopolamento è ormai «irreversibile» e l'unico obiettivo possibile è «l'accompagnamento in un percorso di cronicizzato declino», noi non vogliamo arrenderci a tale prospettiva e richiamiamo la politica alle sue responsabilità anche unendoci all’appello di cardinali e vescovi, compreso il vescovo di Nuoro e Lanusei mons. Mura, che qualche giorno fa hanno criticato questa visione rassegnata che accetta come inevitabile il declino di molti territori.
Se però la parola “irreversibile” appare inadeguata, purtroppo sono i numeri a confermare quanto scritto nella Strategia nazionale. Non possiamo negare che molti paesi del Nuorese e dell’Ogliastra vivono questa condizione di svuotamento di imprese e cittadini registrando da anni saldi demografici negativi e un rapporto sempre più squilibrato tra anziani e giovani. Non possiamo ignorare la realtà dei fatti. Quello che sta succedendo nei nostri territori è il risultato di decenni di politiche nazionali e regionali che si sono rivelate del tutto inefficaci e spesso meramente assistenziali, che non hanno frenato lo spopolamento anche perché non hanno risolto i nodi strutturali dello sviluppo. È realtà il fatto che da decenni non si facciano grandi investimenti infrastrutturali nella Sardegna centrale.
È tutto fermo da tempo, anche perché le risorse destinate a ridurre i divari, come i fondi PNRR e di coesione, continuano a essere assegnate secondo la logica dei numeri per cui i territori meno popolati sono destinatari di minori risorse. Ad aggravare la situazione si aggiunga la scarsa progettualità e l’incapacità di spendere le poche risorse nei tempi previsti.
Per salvare il salvabile serve una svolta radicale dell’approccio politico. Per questo chiediamo alla Regione di dare un forte segnale di attenzione. Proprio riconoscendo la gravità della situazione, serve la volontà politica di intervenire, partendo da misure urgenti che siano capaci di creare opportunità concrete soprattutto per i più giovani, sostenendo chi vuole investire nella Sardegna centrale. Ciò soprattutto come forma di compensazione per sterilizzare i maggiori costi sostenuti dalle aziende che – anche perché operano lontane da porti e aeroporti e in un contesto meno infrastrutturato e poco competitivo – sopportano condizioni di isolamento e insularità ancora più gravose rispetto a chi opera nei poli più forti. Da Nuoro deve ripartire una rinnovata politica territoriale capace di creare sinergie. Per questo guardiamo con fiducia al nuovo corso della città capoluogo che, sotto la guida del sindaco Fenu, può ritrovare nuova centralità e diventare il punto di riferimento per l’intero territorio facendosi portavoce delle istanze e dei dossier più urgenti che riguardano lo sviluppo, con il decisivo e concreto impegno della Presidente della Regione e con il fondamentale supporto dei rappresentanti politici del territorio.
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