Quinto Conto Energia e decreto Rinnovabili: addio speranze di modifica

Si affievoliscono le speranze di una revisione ai tagli previsti per gli incentivi previsti da Quinto Conto Energia e decreto sulle Rinnovabili Elettriche diverse dal Fotovoltaico, ma si ragiona su una proroga al primo ottobre 2012 per l'entrata in vigore delle nuove tariffe. All'indomani del Solarexpo 2012 di Verona e della Conferenza Stato Regioni, per molte imprese del settore è sempre più a rischio «il futuro delle Rinnovabili in Italia».

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha lasciato ben poco  spazio a modifiche sui decreti, dicendo che su Quinto Conto Energia e decreto Rinnovabili Elettriche «ci siamo attentamente misurati con numeri e obiezioni che sono stati forniti. Purtroppo va detto che le indicazioni che sono venute dalle Associazioni non hanno consentito di arrivare a qualcosa di concreto».

Precisa Clini: «nel confronto tra Governo e associazioni gli stimoli che sono emersi non hanno consentito di avere gli argomenti forti per indicare una articolazione diversa degli strumenti incentivanti, gli incentivi assicureranno continuità ma ci deve essere un progetto che investa sulle Rinnovabili come strumento di competitività».

Ancora non si sa quando arriverà il Quinto Conto Energia, ma pare piuttosto chiaro che le numerose proposte di modifica presentate ai Ministeri e alle Regioni da Associazioni di categoria, sindacati e imprese delle rinnovabili non troveranno accoglimento.

Questo perché «i decreti sono finalizzati a sviluppare le energie rinnovabili nell'unico modo possibile, rendendole economicamente sostenibili. Non si possono continuare ad avere incentivi non coerenti con i costi di produzione, altrimenti si creano delle rendite, che sono economicamente insostenibili», ha specificato De Vincenti.

Eppure lo stesso Clini continua a ribadire che «il ruolo delle fonti rinnovabili è fondamentale nella strategia della crescita», ma precisa che «il settore delle fonti rinnovabili va posizionato come settore di punta della crescita non come settore che va assistito, e su questo serve anche la collaborazione delle imprese».

Per informazioni rivolgersi all'Associazione degli Industriali della Sardegna Centrale
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